Prandelli e i sassolini: "Rossi delusione umana". Stavolta però ci sembra ingeneroso

Le grandi delusioni nascono sono dai grandi amori, ma certo fa un certo effetto sentire Cesare Prandelli, alla conferenza stampa di presentazione al Galatasaray per i media italiani, pronunciare "è stata la più grande delusione umana" nei confronti di Giuseppe Rossi. Un Pepito a suo dire sedotto (portato nei 30 pre-convocati per poi essere rimandato a casa) e abbandonato dal ct, mentre per Prandelli il giocatore era conscio di non essere in grado di partecipare ai mondiali e quindi 'bugiardo' ed eccessivo nello sfogo post convocazioni tanto da provocare minacce e un clima pesante verso lo stesso selezionatore. Chi ha ragione? Probabilmente tutti e due, secondo i rispettivi punti di vista ovviamente, ma sta di fatto che Prandelli con quest'uscita bella figura non ce la fa, tanto più che ha ritrovato anche un'addetta stampa (l'ex viola Silvia Berti) che di comunicazione se ne intende. Sarebbe stato meglio lasciar perdere forse, incolpare chi l'ha veramente tradito in campo o trovare altre giustificazioni alla debacle del mondiale al quale Pepito non ha neanche partecipato, ed invece: "Non volevo parlarne. E' ancora forte la delusione che ho provato dopo le sue parole. Se un giocatore conosce il proprio ruolo... L'avevo detto alla prima conferenza; non era pronto e gliel'ho detto due volte. Questa è una delusione umana. Un giorno dirà la verità. E' cominciato tutto da lì" afferma l'ex ct, come si legge da gazzetta.it presente con l'inviato in Turchia. E nonostante la delusione avuta da Balotelli, quello verso superMario invece l'affetto è rimasto intatto visto che ne parla come un padre "non è un campione ma ha dei colpi. Ma se vuole diventare quello che pensa deve esserlo nella realtà e non nella visione virtuale. Gli ho voluto bene e gliene voglio tuttora, ma deve percepire la realtà e non creare il proprio mondo parallelo". Sul mondiale perso e certe scelte, delle famiglie in ritiro e della preparazione sui generis, Prandelli non tornerebbe indietro: "Abbiamo cercato una preparazione scientifica, forse abbiamo voluto proporre tante cose, per qualcuno forse troppo avanti. E' stato un errore di generosità, volevamo dare del supporto, ce ne assumiamo le responsabilità. Le scelte? Le rifarei, sono state dettate dal campionato, chi c'era ha meritato di venire". Riguardo alla sua scelta attuale Prandelli afferma: "Superare uno choc come il Mondiale non è facile. La possibilità di iniziare subito e avere un nuovo obiettivo potrebbe aiutarmi molto. Ho ricevuto anche lettere di minacce. Che dovevo fare, restare sul divano? Non sono il tipo di chiedere la buonuscita come funziona in Italia e mi sono dimesso". Perché il Galatasaray? "Non per i soldi, ma per il progetto. Il presidente vuole raggiungere la quarta stella. Quando ho ricevuto la prima telefonata non ero mentalmente pronto. Poi però ci siamo risentiti e mi è piaciuto che il presidente voleva subito raggiungere un risultato sportivo. Io volevo rimettermi subito in gioco, guardare avanti e così ho fatto la scelta giusta". Primo obiettivo la Supercoppa il 16 agosto contro il Fenerbahçe. E allora in bocca al lupo Prandelli, ma le parole su Giuseppe Rossi, ingenerose verso un ragazzo attaccato più che mai alla maglia e al sogno italiano, certo poteva risparmiarsele.