Italia: tanti esperimenti, pochi gol e solo un pareggino con il Lussemburgo

04.06.2014 23:07 di  Luciana Magistrato   vedi letture
Italia: tanti esperimenti, pochi gol e solo un pareggino con il Lussemburgo
TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca

Un'Italia troppo sperimentale non è andata oltre l'1-1 contro il Lussemburgo. Al gol di testa di Marchisio imbeccato da Balotelli risponde all'85', sempre di testa ma sullo sviluppo di un angolo, Chanot che beffa proprio Marchisio e il neo entrato Aquilani. Prandelli ha cercato di sperimentare troppo il centrocampo per permettere alla squadra di produrre gioco per gli attaccanti. Ha deluso la coppia Verratti-Pirlo che forse non possono coesistere soprattutto con de Rossi, visto che il giocatore del Paris Saint German toglieva spazio e tempi allo juventino. Prandelli in realtà a fine gara dice che "possono coesistere e che Verratti è comunque in splendida forma'. Bocciati sembrano anche Candreva e Marchisio che giocavano a metà tra le linee e le ali ma finivano per togliere rifornimenti a Balotelli e non hanno mai trovato la posizione giusta nonostante lo juventino abbia segnato e il laziale abbia preso una traversa (un'altra l'ha colpita Balotelli). Meglio quando il trequartista lo ha fatto Cassano, più a suo agio in questa posizione e che ha ristabilito un po' i ruoli visto che fino a quel momento chiedere a tutti i centrocampisti di giocare tra le linee ha creato solo intasamento. Ma anche lui è stato un fuoco di paglia anche perché poi è passato a fare il falso nueve. Insomma Prandelli ha cambiato più moduli partendo con un 4-3-2-1 trasformato nel 4-4-1 che con Cassano ha avuto più frutti (le due traverse sono,arrivate in questo frangente), fino al 4-3-3. Cambi che hanno creato un po' di confusione ma che hanno aiutato a capire le situazioni sulle quali puntare e quelle sulle quali lavorare. Risultato: l'Italia non sa più vincere, non lo fa da sette partite. Ma la storia dice che le amichevoli dell'Italia precedenti alle competizioni ufficiali non sono mai andate granché bene da circa 20 anni e quindi non fanno tanto testo, si dice addirittura che porti bene. E la storia di questa nazionale in particolare è che nelle partite che non contano non brilla mai mentre il suo valore esce fuori in quelle che contano. Perciò la preoccupazione dopo questi due pareggi c'è ma lascia spazio alla fiducia anche perché la preparazione del 'sergente' Venturati non è stata certa leggera e non si può pretendere un'Italia già brillante.